Orgoglio per la Fondazione

Il valore della ricerca dell’Istituto di Ricerca Pediatrica supera i confini della Torre, premiati quattro nostri ricercatori.

 

Marco Agostini, coordinatore dell’area di ricerca in Biotecnologie Mediche e PI del laboratorio di NanoInspired Biomedicine, dell’Istituto di Ricerca Pediatrica, vincitore del  Premio Takeda, OPEN INNOVATION AWARD il primo bando di concorso creato da Takeda Italia nato con lo scopo di premiare innovatività e originalità, finanziando progetti che abbiano come obiettivo principale il miglioramento della gestione delle patologie del tratto gastrointestinale e della qualità di vita del paziente affetto, offrendo soluzioni in grado di facilitare anche il compito del caregiver. Per la categoria Ricerca, la giuria ha assegnato il premio, del valore di 35.000€, al progetto “Modello integrato di matrice extracellulare-organoidi derivati dal paziente per predire la risposta chemioterapica nei pazienti affetti da metastasi epatica da cancro colorettale”, presentato da Marco Agostini ricercatore presso l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di  Padova

Elena Poli, ricercatrice Advanced Diagnostics and Target Discovery in Rare Pediatric Solid Tumors, premiata dalla Fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle scienze per il progetto sull’ Integrazione di analisi immunoproteomiche e di espressione genica per l’identificazione di antigeni associati al Rabdomiosarcoma (RMS), il più frequente sarcoma dei tessuti molli dell’età pediatrica, altamente aggressivo quando presenta metastasi alla diagnosi o recidiva dopo la terapia di prima linea. Un approccio terapeutico innovativo ed efficace è rappresentato dall’immunoterapia che sfrutta la capacità del sistema immunitario di riconoscere il tumore potenziandone l’effetto per ottenerne l’eradicazione. Le cellule neoplastiche sono riconosciute come estranee dall’organismo generando una risposta immunitaria cellulo-mediata o umorale, quest’ultima accompagnata dalla produzione di autoanticorpi contro gli antigeni del tumore. L’obiettivo del progetto sarà la caratterizzazione immunologica e molecolare del RMS mediante l’impiego di approcci di immunoproteomica, per la ricerca nel sangue degli autoanticorpi circolanti, e di sequenziamento, per l’analisi dell’espressione genica tumorale. Dalla combinazione di queste tecnologie di analisi saranno identificati gli antigeni tumorali di superficie associati al RMS adatti allo sviluppo di approcci di immunoterapia mediata da anticorpi o da cellule del sistema immunitario.

Alice Cani, Gene Expression Profiling  and Next Generation Sequencing in Jmml and B All, premiata dalla Fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle scienze per il progetto sullo Studio del ruolo degli esosomi nella leucemia linfoblastica acuta a cellule B. L’obiettivo del progetto è lo studio dell’informazione contenuta all’interno degli esosomi raccolti da pazienti pediatrici con leucemia linfoblastica acuta a cellule B per valutarne il ruolo nella comunicazione cellula-cellula, nella progressione tumorale e nella resistenza alla terapia. Il progetto verrà svolto presso il lab. Oncoematologia, trapianto di cellule staminali e terapia genica coordinato dalla Prof. Alessandra Biffi, presso l’Istituto di Ricerca Pediatrica.

Claudia Tregnago Post Doc nel gruppo di Target Discovery e Biologia della Leucemia Mieloide Acuta, premiata dalla Fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle scienze per il progetto Analogo della tioridazina per un trattamento mirato della leucemia mieloide acuta.
La leucemia mieloide acuta pediatrica è spesso associata a una prognosi infausta che deriva da trattamenti ancora poco efficaci, soprattutto per alcuni sottotipi genetici. Si è identificato che un farmaco originariamente usato per il trattamento della schizofrenia è efficace a ridurre la leucemia, ma con gravi effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale, quali sedazione e apatia. Per cercare di eliminare tali effetti per proporlo nel trattamento di pazienti pediatrici, abbiamo generato dei nuovi composti analoghi. Obiettivo del progetto sarà testare questi composti al fine di identificare il più promettente e valutarne l’efficacia e la sicurezza d’uso. Si denifinirà il dosaggio che avrà la massima efficienza farmacologica senza indurre effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale e a livello cardiaco. Si testerà se la combinazione del nuovo composto con bassi dosaggi di chemioterapia è in grado di migliorare la cura della leucemia permettendo anche di ridurne gli effetti tossici, con un notevole vantaggio per i pazienti.

La Fondazione Veronesi dal 2003 finanzia giovani ricercatori attivi nei settori più avanzati dell’oncologia, cardiologia, neuroscienze e nutrigenomica.